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“Il sarcofago ritrovato a Verona e i Templari”

Sabato 21 aprile si terrà un convegno storico scientifico sul recente ritrovamento di un sarcofago che, secondo le più recenti ricerche, avrebbe contenuto il corpo del maestro generale del Tempio, Arnau de Torroja.

Lo scheletro rinvenuto all’interno della tomba è ora sottoposto ad analisi specifiche per confermare la sua appartenenza al maestro generale.

Il convegno è stato organizzato per fare il punto delle ricerche e per dar modo a coloro che si interessano della storia dell’Ordine del Tempio di conoscere le metodologie, archeologiche e d’archivio, messe in pratica durante lo studio di questo manufatto.

Non poteva mancare la partecipazione della L.A.R.T.I. a questo importante appuntamento, dal momento che il responsabile scientifico della ricerca è il dott. Giampiero Bagni, socio dell’associazione.

La LARTI, inoltre, sarà presente con il suo presidente Loredana Imperio, che interverrà nella tarda mattinata di sabato con una relazione sulla presenza templare a Verona, e con Sergio Sammarco, responsabile del C.I.D.O.T., che modererà l’incontro.

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Una nuova pubblicazione di Vito Ricci


Vito Ricci

Province e maestri provinciali templari
nel Mezzogiorno  italiano (1169-1312) 

prefazione di Damien Carraz

Edit@casa editrice e libraria, Taranto 2017, pp. 144, euro 14,00


Il Mezzogiorno italiano vide una significativa presenza dell’Ordine templare dai primi decenni successivi alla sua fondazione e sino allo scioglimento. In quest’area geografica furono presenti due Province, unità amministrativo-territoriali nelle quali era articolata l’organizzazione dell’Ordine. Lo stanziamento templare nel Mezzogiorno era dettato da due motivazioni principali: la possibilità di usufruire di porti per l’imbarco verso la Terrasanta e la disponibilità di terre per produrre frumento e altri prodotti necessari per i rifornimenti in Outremer. La Puglia e la Sicilia rappresentavano il granaio per la Terrasanta e senza le derrate alimentati qui prodotte le Crociate sarebbero state molto difficili, se non proprio impossibili. Nel presente lavoro si prendono in esame le due Province templari (quella di Apulia, che abbracciava l’interno Mezzogiorno continentale e risultava essere quella di più antica fondazione, e la Sicilia) e la loro evoluzione nel corso dei secoli XII-XIV. L’analisi principale verte sui cavalieri che ricoprirono la carica di Maestri Provinciali, ufficiali a capo delle Province, che si avvicendarono tra il 1169 (anno di prima attestazione nei documenti di un Maestro) e il 1312 (anno della soppressione dell’Ordine) con l’esame di tutte le attività da essi compiute che sono pervenute nelle fonti, non solo documentali, ma anche materiali come ad esempio le lastre tombali. Questo contributo vuole dare una sistemazione completa (per quanto possibile) ed organica all’organizzazione amministrativa templare nell’Italia meridionale, tentando di ricostruire la sequenza dei cavalieri che furono alla guida delle Province di Sicilia e Apulia che allo stato attuale delle ricerche mancava. Si è cercato di ripercorrere, utilizzando anche fonti straniere, le carriere di tali frati all’interno dell’Ordine, riscontrando come, almeno dalla metà del XIII secolo, ovvero da quando le fonti sono più numerose, il loro cursus fosse caratterizzato da elementi comuni e ricorrenti: l’aver prestato servizio in Terrasanta o l’essere persone di fiducia del Maestro Generale. Una fonte particolarmente utile ai fini delle ricerche è costituita dalle testimonianze rese dai frati durante i diversi processi inquisitori.